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venerdì 03 aprile 2020
 

Cattedrale di Pisa. Una piccola porta per un grande perdono


Una piccola porta in una immensa piazza. La Porta santa scelta dalla Chiesa di Pisa per l’anno giubilare è forse la meno conosciuta tra le sei del duomo di santa Maria Assunta. Troppo bassa per chi è più alto di 1 metro e 90, troppo stretta per chi ha chili in eccesso, è stata utilizzata come porta di servizio dalle guardie dell’Opera della primaziale, la fabbriceria che si occupa della piazza del duomo di Pisa. Almeno fino al 13 dicembre dello scorso anno, quando è stata aperta dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e attraversata da migliaia di pellegrini convenuti in duomo.
Varcare la Porta santa, comunicarsi, recitare il Credo, pregare secondo le intenzioni del Papa e compiere un’opera di misericordia sono i gesti da compiere per ottenere l’indulgenza plenaria. Al fedele che intende farlo, è suggerito di compiere un pellegrinaggio: merita accogliere questo suggerimento, anche solo per entrare in contatto con la fede e la creatività degli artisti che hanno reso celebre questa piazza, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

IL PERCORSO DEI PELLEGRINI

Il pellegrinaggio consigliato prende avvio dal battistero di San Giovanni: è qui che adulti e bambini venivano immersi nell’acqua battesimale, contenuta in una grande vasca ottagonale realizzata da Bigarelli da Como. Ed è qui che, oggi, è chiesto al fedele di fare memoria del Battesimo. Prima di uscire il pellegrino sarà, certamente, rapito dalle forme di un grande cilindro (ha una circonferenza di 107 metri) che, secondo gli storici dell’arte, ha segnato, con Nicola e Giovanni Pisano, il rinascimento della scultura. Ma anche da un’acustica straordinaria: la doppia cupola di cui è dotato il battistero – una interna a tronco di cono ed una esterna a calotta emisferica – ne fanno un vero e proprio strumento musicale.

IL SIGNORE È LA PORTA

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Uscito dal battistero, il pellegrino si avvierà verso il duomo. La Porta santa si trova nel lato ovest del transetto meridionale. Difficile sbagliarsi: la Porta è preceduta da una pedana, reca la scritta Porta sancta e la frase «Io sono la porta, dice il Signore. Chi passa per me sarà salvo. Entrerà ed uscirà e troverà misericordia» (cf. Giovanni 10,9). Entrando attraverso la Porta santa, il pellegrino reciterà il Padre nostro. Giunto in cattedrale, sarà chiamato a confrontarsi con i dieci comandamenti e con le opere di misericordia.
Uno scrigno di opere d’arte accoglie il visitatore in duomo. Un recinto sacro dallo stile architettonico unico, variante locale del romanico. Qui si sono ritrovate, nel tempo, generazioni di pisani: nel 2018 ricorreranno i nove secoli da quando papa Gelasio II venne in città per consacrare la cattedrale. Un incendio sviluppatosi nel 1595 risparmiò l’impressionante mosaico che si trova nell’abside: è del 1302, rappresenta Cristo in maestà, affiancato dalla Vergine e da san Giovanni evangelista. All’incendio sopravvisse anche il pergamo di Giovanni Pisano: rappresenta nove scene del Nuovo Testamento. Risalgono invece al 2001 i nuovi ambone e altare, realizzati dall’artista Giuliano Vangi: non piacquero al critico Vittorio Sgarbi, furono difesi dall’allora arcivescovo Alessandro Plotti. Sono ancora lì, a testimonianza di una fede espressa attraverso l’arte animata dalla sensibilità del tempo.
Davanti all’altare del Santissimo Sacramento, il pellegrino sarà chiamato a sostare in adorazione silenziosa. Ultima tappa, di fronte alla venerata icona della Madonna di sotto gli organi. Quell’immagine ha un significato particolare per i pisani, perché è grazie alla sua intercessione – e a quella di san Ranieri (la cui urna sta proprio all’ingresso della Porta santa) – che la città fu protetta da calamità naturali.

LA TORRE CHE PENDE

All’uscita della Porta santa ecco la celebre torre campanaria. Se ogni anno, in media, tre milioni di turisti da tutto il mondo arrivano a Pisa, è perché sono attratti dalla sua pendenza. Quel campanile, nato storto, per secoli ha scandito il tempo – umano e divino – grazie alle sue sette campane, tante quante sono le note musicali: la più grande, fusa nel 1655, pesa tre tonnellate e mezzo. Dalla cella campanaria è possibile gettare uno sguardo sui tetti e le vie della città: il campanile, con i suoi 58 metri di altezza, è l’edificio più alto di Pisa.
A sinistra del campanile, ecco il Campo santo monumentale: qui si conclude la visita del pellegrino.
La diocesi ha organizzato celebrazioni giubilari fuori porta in residenze per anziani, cliniche e ospedali. Perché «ovunque ci sono situazioni di marginalità e il pericolo dello scarto è più pressante», ha scritto l’arcivescovo Benotto, «là deve essere manifestata la forza e la bellezza della misericordia di Dio e dei fratelli»

NELLA EX CANONICA DI CALCI

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Una casa di accoglienza per detenuti in permesso premio o ex detenuti che, usciti dal carcere, non hanno ancora un tetto sotto cui dormire: nascerà a Sant’Andrea a Lama, nel comune di Calci, grazie alla ristrutturazione di una canonica.Si chiamerà «Misericordia tua» e sarà l’opera-segno della Chiesa pisana nell’anno del Giubileo. I costi di ristrutturazione e di gestione della struttura saranno finanziati grazie all’Otto per mille destinato alla Chiesa cattolica e alle offerte che la diocesi raccoglierà in occasione delle iniziative giubilari.

LE 51 PORTE DELLA TOSCANA

Sono 51, compresa la cattedrale di Pisa, le Porte della misericordia aperte per il Giubileo nelle 18 diocesi della Toscana: Firenze, Lucca, Grosseto, Arezzo-Cortona-San Sepolcro, Pisa, Massa Carrara-Pontremoli, Pistoia, Fiesole, Prato, Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, Pitigliano-Sovana-Orbetello, Volterra, Pescia, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Massa Marittima-Piombino, Pistoia, Livorno e San Miniato. In tutte le diocesi, le Porte giubilari sono state aperte innanzitutto nelle cattedrali, alcune delle quali sono tra i monumenti sacri più visitati d’Italia. Unica eccezione è Lucca, dove il vescovo ha preferito dedicare all’Anno santo la più raccolta chiesa di San Giusto anziché la cattedrale. Le altre Porte sante sono aperte in una miriade di basiliche, santuari e abbazie, tra i quali i più noti sono l’abbazia di Monte Oliveto maggiore, l’eremo di Camaldoli, l’eremo della Verna, l’abbazia di Abbadia San Salvatore e il santuario di Montenero. Una Porta giubilare è aperta anche all’Isola d’Elba, nel duomo di Portoferraio.

ORGANIZZARE LA VISITA

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In auto, in bus, a piedi, in bici. Piazza del duomo a Pisa si raggiunge con (relativa) facilità.
Dall’aeroporto «Galilei»: bus Lam rossa.
Dalla Stazione centrale: bus 4; noleggiando una bici di Pisamo (per info: www.ciclopi.eu); a piedi con 2 chilometri di passeggiata in centro.
In auto: parcheggi a pagamento (da 0,50 a 2 euro all’ora per la sosta). Sono gratuiti il parcheggio di via Pietrasantina (in zona stadio) e di via Paparelli: da entrambi parte una navetta.

 ORARI E CELEBRAZIONI
La cattedrale, in inverno, è aperta ai turisti dalle 10 alle 12.50 e dalle 14 alle 17, in estate dalle 10 alle 20.
L’ingresso è gratuito, ma occorre presentare un ticket, che si ritira nella piazza.
Da lunedì al sabato in cattedrale l’Eucaristia viene celebrata alle 8 e 9.15,
la domenica alle 8, 9.30, 11 e 12.15 e alle 18.
Il penitenziere, l’arciprete e alcuni canonici si rendono disponibili per le confessioni ogni giorno (info: tel. 050/56.09.21).
Per pellegrinaggi e celebrazioni comunitarie: tel. 050/83.50.11/12 o info@opapi.it.

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