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domenica 24 marzo 2019
 

Corbezzolo


Corbezzolo
Corbezzolo

Frutto tipico della macchia mediterranea, dal gradevole sapore, contrasta cistiti e affezioni alla prostata.

Nome botanico
Arbutus unedo.

Nome comune
Corbezzolo.

Famiglia
Ericaceae.

Parti usate
Principalmente le foglie.

Descrizione
Tipico della macchia mediterranea, in Italia è presente in molte zone. È un arbusto sempreverde che può raggiungere un’altezza compresa tra uno e otto metri. I piccoli fiori bianchi a forma di campanella si trasformano in un frutto a bacca dal colore rosso vivo e il gusto dolcissimo. Il Corbezzolo è una pianta biennale, impiega due anni per compiere un ciclo completo dalla fioritura al frutto. Questo significa che in autunno si possono trovare contemporaneamente sia i fiori bianchi che i frutti rossi.

Componenti
Tra i principali componenti delle foglie del Corbezzolo troviamo i tannini e l’arbutina, un glucoside idrochinonico.

A che cosa serve
Il Corbezzolo appartiene alla stessa famiglia dell’uva ursina, ed è considerato un disinfettan- te delle vie urinarie per esempio in caso di ci- stite, grazie principalmente all’arbutina, ma ha anche proprietà fortemente astringenti e diure- tiche. L’infuso è utilizzato in caso di flogosi intestinale, anche quando ci sono episodi di diarrea. Anche i frutti del Corbezzolo hanno un’azione antidiarroica. La tintura madre è più utilizzata nelle affezioni della prostata e nelle uretriti, an- che perché favorisce la riparazione delle mucose locali.

Marmellate e liquori

I frutti del Corbezzolo possono essere mangiati direttamente, o utilizzati per preparare marmellate; possono inoltre essere conservati sotto spirito o fatti fermentare per la produzione di bevande alcoliche.
Dai fiori del Corbezzolo si ottiene un miele particolarmente pregiato, aromatico e dal gusto amarognolo. L’aggettivo unedo del nome latino deriva da Plinio il Vecchio che, in contrasto con l’apprezzamento che in genere riscuote il sapore del frutto, sosteneva che esso fosse insipido e che quindi dopo averne mangiato uno (unum = uno e edo = mangio) non veniva voglia di mangiarne più.

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