logo san paolo
domenica 24 marzo 2019
 

Glucomannano


È la radice di un fiore da cui si ricava una sostanza con proprietà sazianti, ipoglicemizzanti e lassative.

Glucomannano
Glucomannano

Nome botanico
Amorphophallus konjac.

Nome comune
Glucomannano. Famiglia Araceae, di cui fa parte anche la nostra Calla.

Parti usate
Radice tuberosa in cui è contenuto il polisaccaride usato in erboristeria e cucina.

Descrizione
Cresce spontanea nelle Filippine, in Vietnam e in Giappone. Pianta singolare, il suo tubero assomiglia a una mela gigante da cui spunta una infiorescenza che può superare il metro di altezza.

Componenti

È un polisaccaride derivato dal mannosio e contiene anche glucosio.

A che cosa serve
Si lega all’acqua rigonfiando e aumentando di volume, senza scindersi in zuccheri semplici. Si forma una massa gelatinosa che distende le pareti gastriche con eff etto anoressizzante (riduce, cioè, il senso di fame). La sua attività prosegue nell’intestino e nel colon. La viscosità ottenuta a contatto con l’acqua si sfrutta sia per controllare i picchi glicemici (tipica fame a metà giornata) sia l’assorbimento dei lipidi, riducendo il tempo del transito intestinale. Ottimo antistipsi perché dà consistenza alle feci. Per evitare che riduca l’assorbimento di eventuali farmaci, è meglio assumere le medicine 30 minuti prima o due ore dopo il Glucomannano.

Curiosità: si mangia come la pasta

 - 

Nelle erboristerie e nei negozi di alimentazione naturale si trova un alimento detto Shirataki a base di Glucomannano, simile alla nostra pasta, ma che resta sempre al dente. È privo di grassi e di zuccheri e ha un potere calorico bassissimo. È disponibile sia in forma essiccata, che in forma di noodles già immerso in un liquido. Indicata anche per i celiaci perché, non essendo un cereale, è ovviamente privo di glutine.

Pubblicità
Edicola San Paolo