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giovedì 26 novembre 2020
 

Il binario della solidarietà – Napoli. Per i poveri la porta è sempre aperta


«Vengo perché mi sento accolta: ho trovato degli amici e faccio ginnastica per i dolori alla schiena. Vorrei andare alla scuola serale, sapete perché? me voglio ’mparà l’italiano». Cristina, 32 anni, cadenza napoletana, occhi neri, frequenta il Binario della solidarietà. Non le era mai capitato di essere intervistata. Si fa rossa mentre parla, ammicca all’amico con cui condivide il pranzo nei locali della Caritas in questa fetta di Napoli, tra palazzi semi decadenti e il moderno centro direzionale. «Sto cercando un lavoretto per mettere da parte un po’ di soldi». Saluta emozionata mentre esce. Torna al dormitorio comunale per passare lì la notte. È una delle storie che da vent’anni si incontrano al Binario della solidarietà, come quella di Paolo, appassionato di cibernetica, un volto vissuto da ritratto fiammingo: solo qui trova lo spazio per studiare col suo pc da professore esodato.

ACCOGLIENZA E REINSERIMENTO

A Napoli la Caritas ha inventato un’esperienza di accoglienza e reinserimento sociale grazie all’aiuto delle Ferrovie dello Stato che, in comodato gratuito, hanno offerto all’arcidiocesi i locali nei pressi della stazione. «Ci aveva pensato don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana dal 1996 al 2001, a trovare una sistemazione diurna ai barboni, come si chiamavano una volta», racconta Enrico Sparavigna, ferroviere in pensione impegnato al centro. «Poi arriva una direttiva delle ferrovie per i vaganti in stazione, io metto la lettera di don Elvio sul tavolo della direzione e parte il Binario». Enrico descrive così la realtà sorta nel 1995 come centro di accoglienza diurno, punto fermo di tanti senza famiglia e senza tetto. Nasce alla stazione di Napoli Centrale. Sono gli inizi, ma dopo dieci anni serve più spazio, e tutto si sposta dietro alla fermata successiva della metro, a Napoli-Gianturco.
C’è il campo di calcetto per la ginnastica e il salone, ampio, luminoso, pulitissimo. «Abbiamo un nutrizionista: non possiamo servire pasti generici a diabetici, celiaci od obesi: faremmo un bel danno».
Giancamillo Trani, storico vice-direttore della Caritas di Napoli, ci aspetta per la visita al Binario. Voce impostata, racconta le storie di chi qui ha trovato una famiglia fatta dai volontari, le ragazze del Servizio civile e i ferrovieri. «Vengono a farsi la doccia, usano la lavanderia, il dispensario, prendono gli abiti nuovi o quasi. Ringraziamo le Forze dell’ordine: portano materiali sequestrati, dai vestiti al tonno in scatola per i nostri ospiti». Ma vi è anche solidarietà nella solidarietà: quintali di pasta arrivati da un pastificio del Beneventano inondato dal fango con il bisogno urgente di tornare a produrre.

PRIMA DI TUTTO L’ASCOLTO

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Suor Giuseppina Esposito, delle suore di santa Giovanna Antida Thouret, accoglie e parla con tutti. Ascolta soprattutto, le parole e i bisogni di chi scopre il Binario. Quasi tutti italiani, passati per non poche tribolazioni. Famiglie divise, vedovi, senza lavoro, separati. «Sono un centinaio le donne e gli uomini che vengono. Spesso grazie al passaparola. Facciamo comunità e ci facciamo compagnia», spiega. Non mancano le gite, come quella memorabile al Teatro San Carlo, con gli orchestrali a servire il pranzo, o le feste di compleanno. Volontari da 11 parrocchie e un gruppo francescano si danno il turno ogni giorno dell’anno, senza pause nemmeno d’estate, come Emanuela del Servizio civile, sempre sorridente, mentre lava i piatti o cerca un lavoro per qualcuno.
C’è chi ha trovato la sua strada qui. «Arrivai come obiettore Caritas», ricorda Rosario. «Mi sono appassionato scoprendo cosa potevo fare nella vita. Oggi sono animatore lavorando per il reinserimento sociale». Racconta che la soglia di chi cerca aiuto si è abbassata ai 40 anni.
 Vengono gli studenti dalle università napoletane, ma pure da Oklahoma, Carolina e Minnesota per capire come fanno a integrarsi così bene volontari, operatori e ospiti nel laboratorio di bigiotteria. Dal lavoro del cuoio escono presepi e bomboniere solidali. Un gruppetto di giovani, dopo il corso da pizzaiolo, ha iniziato a lavorare, «perché l’obiettivo del centro rimane quello di rimettere in corsa chi si è fermato», sottolinea Giancamillo.

PORTA SANTA DEI POVERI

In questo Anno della misericordia il Binario è anche Porta santa. È stata esaudita la novena che il direttore della Caritas di Napoli don Enzo Cozzolino ha pregato per istituirla proprio lì. Lo scorso 20 febbraio il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha aperto la Porta santa al Binario della solidarietà. «Perché è il luogo dove la città diventa Chiesa, tutti insieme: ospiti, operatori e volontari dei servizi trasformano la fame in preghiera, la solitudine in ringraziamento», illustra il sacerdote. «Il povero è Cristo, lo dicevano i padri della Chiesa e papa Paolo VI», puntualizza rispondendo al telefono mentre distribuisce panini ai senza tetto per strada. Appassionato di don Tonino Bello, ha voluto che anche in questo punto della città si ottenesse l’indulgenza. Arrivano per l’Anno santo gruppi anche da fuori diocesi, basta prenotarsi. Un percorso spirituale e un gesto di servizio agli ultimi per vivere questo Giubileo della misericordia sono gli elementi essenziali. «Esistono diversi tipi di solitudine e di fame: chi ha il cuore martoriato trova ristoro. Chi lo ha perso nelle comodità, lo ritrova», spiega don Enzo. E il Giubileo serve proprio per questo, fermarsi e ritrovarsi nell’amore.

ORGANIZZARE LA VISITA

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Il Binario della solidarietà si trova a Napoli, in via Taddeo da Sessa 93.
Arrivati alla stazione della metropolitana di Gianturco, basta girare a sinistra e poi ancora a sinistra al semaforo. Aperto tutti i giorni dell’anno, dalle ore 9 alle 21, si occupa dei senza dimora. È gestito dalla Caritas diocesana di Napoli con la collaborazione delle suore di santa Giovanna Antida Thouret.
Tel: 081/8577370 - 081/8577371.

 PERCORSO GIUBILARE
Ai pellegrini (singoli o gruppi) il passaggio attraverso la Porta santa della carità presso il Binario della solidarietà è proposto come percorso da preparare insieme ad ospiti, operatori e volontari dei servizi Caritas. Per questo occorre prenotarsi.
Per farlo, si deve compilare la scheda scaricabile on line (su www.caritas.na.it) e inviarla a ufficiocaritas@chiesadinapoli.it. La prenotazione sarà confermata dalla segreteria della Caritas.
Tel. 081/5574264-65-75.

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