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domenica 23 febbraio 2020
 

La Porta Santa del Cilento


Affacciata sul mare blu del golfo di Policastro, la cattedrale conserva vestigia dell’epoca paleocristiana ed è punto di riferimento per i pellegrini della zona nell’Anno santo della misericordia.

Piccola, graziosa, cinta da mura possenti e in prossimità del mare blu del Cilento. Ci si arriva dopo un tuffo nella verde vegetazione mediterranea. Policastro è il piccolo gioiello che non ti aspetti di trovare, cerniera ultima della Campania che la collega alla Basilicata. I nomi Pixunte per i greci o Buxentum per i latini riferiti a un arbusto sempreverde del posto, fanno capire le antiche origini del borgo, sorto nei pressi del fiume Bussento forse anche prima del VI secolo a.C. come crocevia commerciale con Taranto.

Terra di santità

Policastro Bussentino è stata città natale dell’imperatore romano Libio Severo (461-465 a.C.). La leggenda vuole che anche Alarico, re dei Visigoti, nel 411 d.C. fosse stato seppellito assieme ai suoi preziosi tesori nelle acque del Bussento. Appena duemila abitanti in inverno, triplicati in estate dal turismo, Policastro ha ospitato tra l’ex seminario diocesano e la cattedrale un santo, un beato e un servo di Dio. San Pietro Pappacarbone, vescovo benedettino poi abate a Cava de’ Tirreni, il beato Domenico Lentini, che qui fu seminarista, e il servo di Dio monsignor Federico Pezzullo segnano il profondo percorso di fede di questa terra. Ma il Cilento è stato anche terra di moti rivoluzionari, tra il 1828 e il 1848, e registrò le azioni leggendarie di Antonio Maria De Luca, canonico della cattedrale di Policastro e carbonaro. Il sacerdote, che predicava una Costituzione vicina ai bisogni dei contadini, fu condannato a morte dai Borboni e fucilato. Edificata per volere di Roberto il Guiscardo e consacrata dal vescovo di Salerno, Alfano I, nel 1079, la bella concattedrale dedicata all’Assunta è Porta santa della diocesi di Teggiano-Policastro. «Con l’Anno santo abbiamo registrato una partecipazione plebiscitaria, in particolare a Pasqua. Adorazione eucaristica e Confessioni sono i momenti centrali di questo periodo. In particolare il percorso per i fidanzati ha segnato un risveglio delle coscienze e una conversione. Ecco il punto principale su cui stiamo vivendo il Giubileo: segnare un cammino di riconciliazione, individuale e comunitaria». Il parroco, don Antonino Savino, sandali ai piedi in una torrida giornata d’estate, cerca di porre l’accento sull’importanza di celebrare in cattedrale le giornate dell’Anno santo, per far sentire la chiesa come una casa accogliente e vivere davanti all’Eucaristia il dono della misericordia.

Protetti dalla Vergine

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La cattedrale, di stile romanico, presenta tetti a due spioventi. Il bellissimo portale marmoreo, con la soprastante edicola, fu costruito nel 1455. Ai lati dell’ingresso vi sono due leoni in marmo accovacciati. Nell’edicola a forma di nicchia, è scolpita la Vergine in trono con il Bambino. L’immagine è curiosa. La Madonna tira verso l’alto una benda a cui si aggrappa il piccolo Gesù. Sui pannelli laterali appaiono due angeli: quello di destra tocca la guglia del campanile della cattedrale di Policastro, sottomettendo alla protezione della Vergine il paese; quello di sinistra poggia la mano sulla spalla del vescovo donatore dell’opera, inginocchiato. Il soffitto nel XVII secolo fu rifatto a tempera dal pittore De Pirro di Lagonegro. Al centro è dipinta l’Assunta e a lato gli angeli, ornati da grosse cornici con fiori, conchiglie, corone e code di pavone. Non meno bello è l’ottocentesco pavimento maiolicato. Il campanile fu edificato nel 1167 a cura del vescovo Giovanni III e di Guglielmo II il Buono. Sulla base di una torre di difesa romana sorgono i primi due ordini romanici della costruzione, costituiti da blocchi di materiale proveniente da monumenti romani. È confermato dalle lapidi funerarie: una dedicata a Giulia Augusta, figlia dell’imperatore Augusto, esiliata per la condotta immorale a Bussento; l’altra iscrizione è dedicata a Germanico, figlio dell’imperatore Tiberio.

Pellegrini del Giubileo

Gruppi organizzati, sacerdoti e singoli fedeli sono spesso qui per celebrazioni che richiamano pellegrini da tutto il golfo di Policastro, dalle marine di Camerota a Sapri, maggiormente in questo tempo di vacanze, quando campeggi e residence si riempiono di turisti. L’attenzione pastorale recentemente si è rivolta ai preti anziani. «Volevamo farli sentire sempre utili e attivi nella nostra chiesa, come ci invita a fare papa Francesco», racconta don Antonino. Ecco che due anni fa nasce la Fraterna domus, comunità di quattro sacerdoti che, insieme al parroco di Policastro, pranzano e celebrano la Messa. «Agli inizi di settembre e di ottobre avremo due ordinazioni, sacerdotale e diaconale, nelle giornate vocazionali giubilari», spiega, mentre suonano le 12 e si avvia all’ex seminario per il pasto comunitario. Dal terrazzo, tra gli ulivi, si vede il mare di un blu intenso, un tempo terrore per gli attacchi dei Saraceni, oggi meta dei turisti che non mancano di salire al centro storico e passare per la preghiera nella chiesa dedicata a Santa Maria Assunta.

L’ANTICA CRIPTA, MEMORIA DELLA CHIESA PALEOCRISTIANA

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La cripta dietro l’altare maggiore, sorta nell’area del foro romano, della “necropoli” e del macellum di Bussento, era la primitiva chiesa paleocristiana bizantina della città. Semicircolare, con tre lobi a trifoglio, è sorretta da 14 colonne. Conserva l’originario aspetto romanico nelle volte a crociera impostate su colonne di epoca romana, ma ha subìto l’azione del tempo che ha cancellato molte decorazioni del XVI e XVII secolo. Qui è tumulato l’ultimo vescovo di Policastro, prima dell’unione della diocesi con quella di Teggiano, Federico Pezzullo, morto il 10 settembre 1979. Il 19 settembre del 2007, si è aperto il processo di beatificazione.

ORGANIZZARE LA VISITA

Per raggiungere Policastro Bussentino, frazione del comune di Santa Marina (Salerno), dopo l’uscita dell’autostrada A3, Padula/Buonabitacolo, svoltare in direzione Sapri. Al bivio proseguire per Policastro Bussentino. In zona la stazione ferroviaria principale è Sapri, ma i treni locali fermano anche a Policastro. La cattedrale di Santa Maria Assunta è in Vico Duomo, in prossimità della strada statale. Telefono: 0974/98.40.24.

ORARI E CELEBRAZIONI

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La cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 18.30 (da giugno a settembre alle 21). Le Messe nei giorni festivi sono alle 8, 11, 18 (19.30 estivo). Il 1° giovedì del mese, alle 9, Messa ed esposizione del Santissimo Sacramento. Le confessioni sono il 1° giovedì del mese dalle 9 alle 12 e tutti i giorni dalle 18 alle 19. Il 14 agosto è in programma il Pellegrinaggio giubilare diocesano a piedi dalla concattedrale di Policastro al santuario Maria Santissima di Pietrasanta in San Giovanni a Piro.

Testo di Nicola Nicoletti - Foto di Roberto Salomone

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