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martedì 25 febbraio 2020
 

Reggio Calabria. In cammino con Maria, madre della consolazione


Viene chiamata anche la Porziuncola dei frati cappuccini: analogamente a quella di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, infatti, la basilica della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria custodisce un’icona mariana: l’immagine miracolosa della patrona principale della città. Il quadro di Nicolò Andrea Capriolo, risalente al 1547, raffigura la Vergine in trono, con in braccio il Bambino Gesù, affiancata dai santi Antonio di Padova e Francesco d’Assisi. Molto venerata dai reggini, ma non solo, dal secondo sabato di settembre fino alla fine di novembre la Madonna della Consolazione resta esposta nella cattedrale del capoluogo calabro, dove viene portata durante una solenne processione molto partecipata da fedeli e pellegrini.

LA MAMMA CHE CONSOLA

«Questa immagine celebra la grandezza di Dio che ha fatto meraviglie nella sua Mamma, consolatrice dei soli e madre del Consolatore», spiega il frate cappuccino padre Giuseppe Sinopoli, fino a due anni fa parroco del santuario e autore di un’opera monumentale di oltre un migliaio di pagine, che ne ripercorre la storia. Pubblicata lo scorso febbraio, s’intitola La Madonna della Consolazione, i frati cappuccini e il popolo reggino.
«Era il 30 maggio del 1533 quando i frati, lasciata la comunità di Sant’Angelo di Valletuccio, si inginocchiavano per la prima volta davanti al piccolo quadro della Vergine della Consolazione, situato nella chiesetta omonima dell’eremo, a circa tre chilometri dal centro urbano. Quel luogo povero, piuttosto angusto, “quasi ignorato”, con al centro della parete, sovrastante l’altare, la piccola immagine mariana, ha catturato, seducendoli, gli occhi e i cuori dei religiosi, di cui otto sacerdoti e cinque fratelli laici», ricorda padre Sinopoli. E aggiunge: «La Calabria è una terra povera e il Signore si incarna nelle realtà povere».
La processione dalla basilica dell’eremo alla cattedrale di Reggio Calabria della venerata icona della Madonna della Consolazione è fissata a sabato 10 settembre, dopo la festa liturgica della Natività di Maria. La festa cittadina si celebrerà il martedì successivo, 13 settembre, con la processione in città alle ore 18. L’icona verrà poi riportata processionalmente e in modo solenne alla basilica dell’eremo alle ore 15.30 del 27 novembre, domenica successiva al 21 novembre, festa della Presentazione della Beata Vergine Maria.

DARE UN SENSO RELIGIOSO

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Di recente l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bove, Giuseppe Fiorini Morosini, ha invitato a «vivere i festeggiamenti settembrini soprattutto dal punto di vista religioso». E poi ha chiesto se quando l’immagine mariana entrerà in cattedrale «troverà una Reggio migliorata o peggiorata? C’è da parte di ciascuno di noi, devoti di Maria Madre della Consolazione, lo sforzo per vivere il Vangelo in ogni istante della nostra giornata terrena?».
Ma qual è la storia di questo quadro tanto caro ai reggini? «Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio si fa risalire a una famiglia genovese che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portando un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devota», ricorda padre Sinopoli. Per custodire il quadro, che raffigurava la Vergine seduta in trono con Gesù bambino, venne costruita una cappella affidata ai Terziari francescani, detti romiti: da qui il nome di eremo dato al luogo che accoglieva la cappella. Poi la custodia del quadro fu affidata ai Frati cappuccini, quando arrivarono a Reggio. «Nel 1547, per incarico del nobile Camillo Diano, il pittore Niccolò Andrea Capriolo riprodusse la primitiva immagine della Madonna in un quadro di dimensioni molto più grandi, aggiungendo le figure di sant’Antonio e san Francesco», precisa padre Giuseppe. Mentre la piccola tela originaria rimase alla famiglia Diano, che si trasferì a Malta.

RISORTO DAL SISMA

Nel 1569 viene eretta la prima chiesa sulla collina dell’eremo, da cui si diffonde il culto alla Madonna della Consolazione. «Negli anni successivi tante calamità minacciano la popolazione: terremoti, assalti dei turchi, pestilenze gravissime, ma Reggio è sempre salvaguardata per la protezione di Maria, invocata con tanta fede, che, nei momenti di maggior pericolo, viene portata in città, facendola scendere dall’eremo».
 Fin dal 1576 i reggini avevano proclamato Maria della Consolazione patrona della città, patrocinio confermato solennemente nel 1752. Ma nel 1908 un violento sisma distrugge la chiesa dell’eremo e il convento, riedificati provvisoriamente; nel 1965 fu inaugurato il nuovo santuario. Lì continua ad attrarre tanti fedeli «l’esempio della Madonna, che ci fa da tabernacolo di Gesù», nota il frate cappuccino.
«Nel Giubileo della misericordia la sua tenerezza rinfranca dal punto di vista umano e spirituale. Lo dimostrano tante mamme che, dopo aver partorito il loro bambino, lo presentano alla Madonna prima ancora di tornare a casa dall’ospedale dov’è venuto alla luce. Tanti altri pellegrini affidano le loro sofferenze alla Madre di Dio, sicuri di trovare conforto».

LA SACRA IMMAGINE PROCEDE SULLA “VARA” ALTA 4 METRI

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L’immagine mariana viene portata in processione, lungo un percorso di circa 5 chilometri, su una “vara” (baldacchino), che pesa ben 12 quintali, è alta 4,50 metri e larga 2,18 metri; la sua struttura è in legno massiccio, rivestita interamente in lamine d’argento.
A sostenerla, i “Portatori della Vara”, oltre 500 riuniti nell’associazione omonima fondata negli anni Settanta dal compianto don Italo Calabrò, vicario della diocesi reggina. Il loro motto? «Chi porta la Madonna sulle spalle, la deve portare durante l’anno nel cuore».

ORGANIZZARE LA VISITA

La basilica si trova in via Eremo 20 a Reggio Calabria.
Info: tel. 0965/21.497, www.madonnadellaconsolazione.com.

ORARI
Il santuario è aperto tutti i giorni dalle 6.30 alle 12 e dalle 16 alle 20.
La sorgente è aperta il giorno 7 di ogni mese e in tutti i festivi; su richiesta nei giorni feriali.
Orari Messe: feriali ore 7.30 e 19; rosario 18.30.
Festivi ore 8.30, 11, 19; rosario 18.30.

LA FESTA
Il 10 settembre alle ore 8 si svolge la processione dalla basilica verso la città. Alla vigilia, Messe alle 7.30, 17.30, 19.30; alle 21 veglia presieduta dall’arcivescovo di Reggio-Bova Giuseppe Fiorini Morosini, alle 23 Messa celebrata dal rettore del santuario. A mezzanotte un’altra celebrazione eucaristica, presieduta da padre Giovanni Battista Urso; seguirà una veglia di preghiera fino alle 4 del mattino del sabato.
Alle 6.30 Messa con l’arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari.

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