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giovedì 21 marzo 2019
 

Salice


Sin dall’antichità sono note le sue proprietà antipiretiche e antinfiammatorie.

Nome botanico
Salix alba.

Nome comune
Salice piangente, salicastro, vetrice bianco.

Famiglia
Salicaceae.

Parti usate
Corteccia.

Descrizione
Albero a foglie caduche e rami flessibili ma robusti, raggiunge i 20 metri di altezza, con chioma larga e tronco robusto dalla corteccia suberificata. I fiori sono separati: quelli maschili sono riuniti in amenti inseriti all’estremità di piccoli rametti con delle foglie ridotte, gli amenti femminili sono più corti. Il frutto è una capsula conica che a maturità si apre in due valve e lascia uscire numerosi semi.

Componenti
Acido salicilico, flavonoidi, tannini, esteri della salicina.

A che cosa serve
Ha proprietà antinfiammatoria, analgesica e antipiretica, utile per alleviare i sintomi influenzali. L’efficacia degli estratti di corteccia sull’infiammazione e il dolore è da attribuire soprattutto al contenuto dei salicilati, in particolare la salicilica, composti che diventano attivi solo dopo aver subito una degradazione enzimatica nel fegato, che li trasforma in acido salicilico. Le sue proprietà sono state fondamentali nella realizzazione dei moderni farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans). L’uso è controindicato nei pazienti con allergia o ipersensibilità ai salicilati. Molta attenzione va fatta nell’associazione con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.

Dalla corteccia all’aspirina

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L’utilizzo medicinale della corteccia di Salice contro gli stati febbrili e i dolori risale a Galeno (II secolo d.C.). Il primo a isolare l’acido salicilico fu il francese Pierre Joseph Leroux nel 1929. Qualche anno dopo viene usato come antinfiammatorio e antifebbrile, ma dà bruciori di stomaco. In seguito si sintetizza l’acido acetilsalicilico con minori effetti collaterali, che poi viene studiato nei laboratori Bayer. Nel 1899 viene depositato il brevetto di una molecola chiamata Aspirin.

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