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domenica 05 aprile 2020
 

San Gimignano. Pellegrini sulla via della bellezza


Alzando gli occhi, da qualsiasi direzione si provenga, a piedi, in bicicletta o in auto, alla vista di San Gimignano lo sguardo di chiunque, pellegrino o semplice viandante, non può fare a meno di esultare. È bellissimo il panorama che offre questa piccola città nel cuore della Toscana, tappa tra le più importanti e affascinanti della via Francigena. Che vi si entri da porta San Giovanni o da porta San Matteo lo si fa sempre con grandissima meraviglia e stupore, si percorrono gli ultimi metri all’interno della città, quasi in punta di piedi e con il naso rivolto all’insù, tanta è la bellezza e l’attrazione della «città delle cento torri».
C’è da rimanere ubriacati di storia e di arte, ogni angolo ha delle indicazioni che ti accompagnano a un museo o a una chiesa antica. Diversi pellegrini che arrivano a San Gimignano dalla Francigena tornano poi da semplici turisti, perché le tappe e i tempi del pellegrinaggio sono troppo brevi per visitare tutte le bellezze storico-artistiche.

UN GIOIELLO DI IMMAGINI

Il gioiello più bello e prezioso è senz’altro il duomo di Santa Maria Assunta (la Collegiata): le pareti della chiesa, completamente affrescate, raccontano le storie della Bibbia dipinte da grandi pittori della scuola senese del XIV secolo. Sulla parete destra è possibile ammirare un ciclo di affreschi del Nuovo Testamento, capolavoro di Lippo e Federico Memmi. Si tratta di un ciclo pittorico di grande potenza evocativa e di splendore iconografico, chiaramente ispirato ai canoni di Simone Martini. Sulla parete di sinistra sono narrate invece le Storie del Vecchio Testamento, realizzate nel 1367 da Bartolo di Fredi.
L’interno conserva, inoltre, le decorazioni policrome tipiche delle chiese medievali, come la magnifica volta a crociera dipinta di blu e gli intradossi delle arcate che separano le navate, decorate con un motivo a bande di gusto toscano.

FINA, LA SANTA BAMBINA

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Nel duomo è inoltre possibile ammirare un gioiello del Rinascimento, la cappella di Santa Fina, dove hanno lavorato insieme tre artisti fiorentini di grande fama: un architetto, Giuliano da Maiano; uno scultore, Benedetto da Maiano; e un pittore, Domenico Ghirlandaio. «Santa Fina», racconta monsignor Mauro Fusi, parroco del duomo, «era una giovanissima bambina vissuta solo 15 anni, di cui gli ultimi 5 trascorsi sdraiata su una tavola. Al padre, lei chiese di non stare a letto come un’ammalata ma di giacere su una tavola di legno come Gesù sulla croce, per essere più vicina, attraverso la sua malattia, alle tribolazioni vissute dal Signore sul legno della croce». La storia narra che le apparve il papa san Gregorio Magno, preannunciandole nel giorno della sua festa (12 marzo) la data della sua morte, intesa come promessa di vita eterna e impartendole l’estrema unzione. Esattamente il successivo 12 marzo, santa Fina tornò alla casa del padre. «Molti pellegrini», continua don Mauro, «rimangono estasiati dalla cappella di Santa Fina e dalla sua storia. Ricordo un vescovo dell’America Latina che accompagnai personalmente all’interno della cappella: mentre gli raccontavo la storia e osservava gli affreschi, scoppiò in un pianto profondo».
Visitando il duomo si ha anche una visione dell’estrema varietà di coloro che, pellegrini o turisti, arrivano a San Gimignano. «Sono ancora tantissimi», aggiunge don Mauro, «i pellegrini che percorrono la Francigena con spirito cristiano, alla ricerca del Signore. Ma ci sono anche diversi “viaggiatori”, soprattutto orientali, che compiono lo stesso tragitto con mete e scopi completamente diversi tra loro. Tra i pellegrini alcuni vengono qua alla ricerca della Porta del Giubileo, che invece è al santuario di Pancole».

LE PORTE SANTE

Il santuario Maria Madre della Divina Provvidenza dalla località Pancole domina tutta la Val d’Elsa, a pochi chilometri dall’abitato di San Gimignano ma comunque nel territorio comunale. È stata la seconda Porta santa aperta da monsignor Antonio Buoncristiani, arcivescovo di Siena, il 19 dicembre scorso, dopo l’apertura della Porta in cattedrale. Il santuario è un luogo molto venerato in tutta l’arcidiocesi di Siena poiché in quel luogo la storia narra che nel 1668 la Madonna sia apparsa a Bartolomea Ghini, una bambina sordomuta molto povera, donandole l’udito e la parola. Tornando successivamente a casa, la bambina trovò la madia colma di farina, olio e vino, tre alimenti che sono anche tre segni sacramentali fondamentali.
Ma c’è una seconda Porta santa a San Gimignano. Dopo l’apertura di quella nel santuario mariano, l’arcivescovo Buoncristiani ha aperto la Porta della misericordia anche nel penitenziario di Ranza, sempre nel Comune di San Gimignano. Un gesto importante per circa 400 detenuti (300 di loro in regime di “alta sicurezza”). Un segno del Giubileo della misericordia voluto da papa Francesco anche per la popolazione detenuta nelle carceri. Spiega don Mauro: «Un detenuto che oltrepassa la Porta santa, in spirito di umiltà, riconoscendo e accogliendo la misericordia di Dio, può ottenere l’indulgenza plenaria».
È un percorso diverso nella forma, quello del detenuto, ma del tutto simile nella sostanza a quello del pellegrino della via Francigena. A volte si può fare molta strada verso il Signore, anche rimanendo sempre nello stesso luogo.

NASCE IL VILLAGGIO DEL PELLEGRINO

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Per una migliore accoglienza di coloro che percorrono la via Francigena, la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano hanno inaugurato, il 20 maggio scorso, il “Villaggio del pellegrino”. I nuovi spazi attrezzati si trovano al camping Boschetto di Piemma in località Santa Lucia. Gli alloggi sono composti da nove case mobili (54 posti letto in camere triple), circondati da un’area attrezzata con impianti sportivi e punti di ristorazione. Si tratta di un’accoglienza low-cost adatta a chi compie la Francigena come pellegrinaggio. Il costo di ciascun posto letto: 10 euro a notte (15 euro nei mesi di luglio e agosto).
Tel. 0577/90.71.34, www.boschettodipiemma.it.

SULLA VIA FRANCIGENA

La percorrono i pellegrini che desiderano vivere la straordinaria esperienza spirituale di giungere a Roma a piedi come i viandanti del Medioevo. Ma sempre di più calcano quei sentieri anche appassionati di vita all’aria aperta, di trekking e di cicloturismo. La via Francigena è il più importante percorso di pellegrinaggio in Europa: descritto per la prima volta dal vescovo Sigerico di Canterbury mille anni fa, collega l’Inghilterra con Roma. Entra in Italia dal passo del Gran San Bernardo, scende a Vercelli, tocca Pavia e Piacenza e accede alla Toscana dal passo della Cisa. Il tratto toscano, di 380 chilometri, oggi è suddiviso in 15 tappe, tutte ben segnalate e dotate di ospitalità per i pellegrini in oltre 40 strutture ecclesiastiche a cui si aggiungono oltre 1.000 strutture ricettive tradizionali (hotel, bed&breakfast, campeggi...) presenti sul territorio nel raggio di un chilometro dal tracciato. Mappe interattive e altre informazioni su www.regione.toscana.it/via-francigena. Lungo il percorso si incontrano numerose Porte sante, tra le quali: Pontremoli, Carrara, Lucca, San Miniato, Siena e San Quirico d’Orcia. [P.R.]

ORGANIZZARE LA VISITA

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San Gimignano si trova nel cuore della Toscana, 56 chilometri a sud di Firenze e 40 a nord di Siena. Con la Francigena si arriva nella città delle torri, passando da Gambassi Terme con un tratto di strada di 13,4 km che si completa in 3 ore circa. Lungo il percorso si può visitare il santuario di Pancole con la Porta santa, prima di risalire verso il borgo di Collemucioli, con un tratto di selciato medievale, e da qui alla pieve di Cellole; infine si sale verso la collina dove svettano le 15 torri di San Gimignano.
Ufficio informazioni Pro Loco: tel. 577/94.00.08.

LA COLLEGIATA
Per i turisti l’accesso alla Collegiata è a pagamento (4 euro; biglietto cumulativo con l’adiacente Museo di arte sacra 6 euro).
Dal lunedì al venerdì ore 10-19.30; sabato 10-17.30; domenica 12.30-19.30.
Per chi desidera pregare è libero l’ingresso alla cappella di Santa Fina.
Messe festive: ore 8 e 11. Messe prefestive ore 18. Tel 0577/94.03.16.

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