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domenica 25 ottobre 2020
 

Santiago de Compostela. Il cammino che conduce al perdono


Tutto fa pensare che quest’anno il numero di pellegrini che transiteranno attraverso la Puerta del perdón, ovvero la Porta santa della cattedrale di Santiago de Compostela, raggiungerà una cifra mai registrata in precedenza. Il Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco sta infatti richiamando un numero di peregrinos di gran lunga superiore a quello registrato l’anno scorso.
Secondo i minuziosi dati messi a disposizione dall’Ocina de acogida al peregrino dell’arcidiocesi di Santiago, nei primi sei mesi del 2016 sono già transitati per la sacra soglia più di 100 mila pellegrini forniti di credenziali in regola: oltre 3.000, sopportando il clima tutt’altro che mite della Galizia, hanno ultimato il loro viaggio fra gennaio e febbraio, poi l’impennata in corrispondenza della primavera, con i 15 mila arrivi di aprile, i 32 mila in maggio e i quasi 40 mila di giugno. Contando che la maggior parte dei viandanti si presenta nei mesi estivi, sono cifre che fanno legittimamente ritenere come quest’anno si possano superare di slancio i 260.000 arrivi del 2015.

IL RICHIAMO DEGLI ANNI SANTI

Per quanto il Cammino tenda a incrementare ogni anno la propria popolarità, va tenuto presente che l’a…ffusso dei pellegrini diretti verso i luoghi santi di Galizia è regolato da un calendario particolare: il numero degli arrivi s’impenna invariabilmente in occasione degli Anni santi giacobei, ovvero quegli anni in cui la festa di san Giacomo maggiore, celebrata il 25 luglio, cade di domenica.
Si tratta di un privilegio antichissimo, concesso da papa Callisto II e confermato da Alessandro III nel corso del XII secolo, sul quale si fonda la secolare popolarità del pellegrinaggio verso la tomba del primo apostolo a testimoniare la propria fede affrontando il martirio.
Di norma è soltanto nel corso di questi anni che viene aperta dall’arcivescovo di Santiago la Puerta del perdón, collocata sul lato orientale della Cattedrale e sormontata da una statua dell’apostolo €figlio di Zebedeo e Salomé affi„ancato dai discepoli Atanasio e Teodoro. È stato in occasione dello Xacobeo del 1993 che il pellegrinaggio è stato rilanciato in grande stile con il concorso delle gerarchie ecclesiastiche e delle autorità civili spagnole. E non stupirà considerare che nell’ultima occasione in cui la Porta santa di Santiago è rimasta aperta, ovvero nel 2010, si è registrato quello che, almeno sino ad oggi, resta il numero di arrivi più alto di sempre: nel corso di dodici mesi furono oltre 270.000 le persone che giunsero alla cattedrale credenziali alla mano.

LA SOPRESA DI FRANCESCO

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Quando l’arcivescovo Julian Barrio richiuse la Puerta del perdón, ci si attendeva che sarebbe stata riaperta soltanto in occasione del successivo Xacobeo, ovvero nel 2021, ma la decisione di papa Francesco ha dettato un cambiamento di programma tanto inatteso quanto gradito. Così negli ultimi mesi del 2015 sono stati eseguiti lavori di restauro affi„nché il portale si potesse presentare all’appuntamento in tutta la sua magnifi€cenza: sono state ripulite le statue del santo fratello di Giovanni, quelle dei suoi discepoli, e i ventiquattro rilievi che affi„ancano la soglia, dedicati a santi e profeti; si è posta ogni attenzione nel ricordare che il viaggio in sé non è condizione su„fficiente per considerare valido il pellegrinaggio (serve anche partecipare alla Messa recitando ad alta voce almeno il Credo e il Padre nostro, e confessarsi in un lasso di tempo che non ecceda i quindici giorni dall’arrivo), quindi ogni cosa è stata predisposta per accogliere uomini e donne in arrivo da ogni angolo della Spagna, dell’Europa – italiani, tedeschi e francesi in primis – così come dai luoghi più remoti del pianeta.
E puntuale, a partire dalle prime settimane del nuovo anno, è cominciata l’affluenza dei moderni eredi dei “viaggiatori sacri” in arrivo lungo la millenaria rotta per Campus stellae (il campo della stella, nome antico di Compostela, ndr), il luogo posto alla ­fine del mondo antico, dove i peregrinos giungevano guidati dagli stormi degli uccelli migratori e dal mistico svolgersi nel cielo notturno del mantello della Via lattea.

TRA STORIA E LEGGENDA

Non è mistero che il pellegrinaggio a Santiago ricalchi più antichi itinerari pagani di origine celtica. È all’epoca di Isidoro di Siviglia, arcivescovo della città andalusa ai tempi della dominazione visigota, che si diffoonde la tradizione di considerare san Giacomo maggiore (in spagnolo chiamato Santiago) l’evangelizzatore principe della Spagna. E stando alla Legenda aurea composta da Jacopo da Varazze in pieno Duecento, quindi in un’epoca in cui era già vivo il pellegrinaggio verso l’estremo nord-occidentale della penisola iberica attraverso le terre dei regni cristiani di Navarra, Castiglia e León, solo nel IX secolo sarebbe stato miracolosamente individuato il suo sepolcro laddove oggi sorge la cattedrale di Santiago.
Il sovrapporsi di pellegrinaggi cristiani e itinerari iniziatici più antichi, o l’intrecciarsi di verità storiche e leggende così comune nel corso dei “secoli bui”, non riducono tuttavia la portata dell’immensa devozione popolare che il santo ha saputo suscitare: patrono dei monaci- cavalieri impegnati nella Reconquista e  figura invocata per secoli da quanti avevano lasciato la sicurezza della propria casa per prendere bordone e bisaccia, il viaggio verso la cattedrale a lui dedicata completava il trittico dei pellegrinaggi maggiori e non era considerato meno prestigioso di quelli votati a raggiungere Roma e Gerusalemme.

IL SENSO AUTENTICO

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Oggi che la popolarità del Cammino ha raggiunto livelli impensabili, il rischio è piuttosto che quanti lo intraprendono lo ritengano «l’unico pellegrinaggio possibile», o che confondano l’aspetto sociale ed esperienziale del viaggio con il suo significato più autentico; pensieri che, ci auguriamo, ognuno di loro terrà presenti nel solcare le aspre vallate pirenaiche, le Mesetas e i boschi di Galizia per approcciarsi alla Puerta del perdón.

QUELLA CONCHIGLIA CHE INDICA IL CAMMINO PER SANTIAGO

Il simbolo del cammino a Santiago de Compostela è la celebre conchiglia di San Giacomo, conosciuta in cucina come capasanta (nome scientiico: Pecten jacobaeus). Anticamente i devoti la portano cucita sui vestiti o appesa al bordone (bastone con manico ricurvo) dopo aver raggiunto la meta, come segno dell’avvenuto pellegrinaggio. Anche oggi la si vede spesso indosso ai camminatori o applicata sugli zaini. Anche i segnavia che indicano il percorso del Cammino adottano il simbolo della conchiglia.

UNO SCRITTORE IN CAMMINO

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L’autore di questo articolo è lo scrittore Enrico Brizzi, 41 anni, diventato famoso all’inizio degli anni Novanta quando, non ancora ventenne, pubblicò il romanzo best seller Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Oltre 10 anni fa Brizzi ha scoperto il mondo dei pellegrinaggi a piedi percorrendo insieme ad alcuni amici l’intero cammino tra Canterbury e Roma, la celebre Via francigena, esperienza che poi ha ispirato il romanzo Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro, pubblicato nel 2007. Da allora ha proseguito l’esperienza dei “cammini sacri” aƒffrontando il percorso da Roma e Gerusalemme e più di recente quello da Roma a Santiago de Compostela, che sta raccontando con articoli a puntate sul mensile Jesus. Con l’editore Laterza ha recentemente pubblicato due libri sulla storia del calcio italiano: Il meraviglioso giuoco. Pionieri ed eroi del calcio in Italia (1887-1926) e Vincere o morire. Gli assi del calcio in camicia nera (1926-1938). Credere ha dedicato un ritratto a Enrico Brizzi e ai suoi cammini sul numero 9 del 2014.

L’ANTICO CAMMINO RINATO A VITA NUOVA

Il pellegrinaggio a piedi alla tomba di san Giacomo maggiore apostolo a Santiago de Compostela ha origini antichissime che risalgono all’epoca di Carlo Magno. Nel Medioevo si arrivava al santuario galiziano percorrendo le principali vie di terra dalla Francia e dall’Italia. Varcati i Pirenei attraverso i passi di Roncisvalle e Somport, il percorso proseguiva lungo due principali vie: l’una che costeggiava l’Atlantico in Asturie e Galizia passando per Santander e Oviedo e la seconda (oggi la via più conosciuta e battuta), più interna, attraverso Puente La Reina, Burgos e León. Vi erano poi una via attraverso il mare (percorsa soprattutto dai pellegrini inglesi) e alcuni cammini da sud per chi arrivava da Madrid, Siviglia e Lisbona. Oggi, chi desidera, dopo l’arrivo a Santiago prosegue per Finisterre, dove il cammino si conclude con l’arrivo sulla costa Atlantica.

LA RISCOPERTA
Il Cammino di Santiago è stato protagonista di una straordinaria riscoperta in epoca contemporanea che dalle poche centinaia di pellegrini che ogni anno giungevano a piedi al santuario intorno al 1985 ha fatto crescere i numeri •fino ai 200 mila e più attuali, provenienti da tutto il mondo. Il Cammino oggi è percorso per ragioni di fede ma anche da escursionisti. Gli itinerari a piedi che in Francia e Spagna conducono a Santiago sono Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. [P.R.]

ORGANIZZARE LA VISITA

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Il Cammino di Santiago richiede adeguato allenamento e attrezzatura e abbigliamento idoneo. È opportuno preparare il viaggio con guide aggiornate (per esempio Guida al cammino di Santiago de Compostela, ed. Terre di Mezzo, 18 euro, e La via di Santiago, ed. San Paolo, 9.90 euro). Lungo il cammino vi sono numerose strutture d’accoglienza spartana, gli albergues.
L’itinerario classico parte dal cuore dei Pirenei, a Saint-Jean- Pied-de-Port, in Francia, è lungo 800 chilometri e richiede circa 25 giorni. Se si ha meno tempo a disposizione, si può partire da località intermedie lungo il cammino. La Compostela, credenziale dell’avvenuto cammino, è concessa a chi ha percorso almeno 100 chilometri

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