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mercoledì 23 settembre 2020
 

Santuario Madonna della Fontenova. Bagnarsi con l’acqua miracolosa


«Anche se siamo a pochissimi chilometri dalla via Francigena, le persone che affluiscono, ogni anno, al santuario della Madonna della Fontenova, provengono da altre strade». È un sacerdote molto dinamico don Gianni Di Peppo, parroco del santuario della Madonna della Fontenova di Monsummano Terme (Pistoia), e con grande passione ci accompagna a vedere le quattordici lunette affrescate da Giovanni Mannozzi da San Giovanni, situate nel portico esterno del santuario, che ripercorrono la storia di questo luogo molto venerato.
Fondata nel 1602 per volontà del Granduca Ferdinando I De’ Medici, la basilica della Madonna della Fontenova costituisce il cuore storico e urbanistico di Monsummano Terme. Il Santuario sorge sul luogo di un antico tabernacolo risalente al XIV secolo, oggi inserito nell’altare maggiore, che reca l’immagine della Vergine con il bambino tra quattro santi (Antonio Abate, Vito, Sebastiano e Giuliano lo Spitaliere, simbolo della presenza dei cavalieri del Tau in Valdinievole), alla quale sono stati attribuiti molti eventi prodigiosi.

LA PASTORELLA E IL GREGGE

Si narra che il 9 giugno 1573 una pastorella di nome Jacopina Mariotti si fermò, com’era solita, a pregare la Madonna dipinta in questa “margine” (il termine «margine», assai diffuso in Toscana e soprattutto in Valdinievole, risponde a un’immagine sacra sorta in margine a una via, provvista di un altare e coperta da un tetto per dare conforto e ricetto ai viandanti) e dimenticò di vigilare il suo gregge. Quando si rialzò per andare a casa non trovò più le sue pecore così, piangendo, tornò ai piedi di Maria e con fiducia chiese la grazia di ritrovarle. La tradizione narra che la pastorella vide l’immagine animarsi: la Madonna mosse gli occhi e, stendendo la mano, le indicò dove era riunito il gregge.
Jacopina riferì al rettore di San Niccolao che la Vergine chiedeva di costruire una chiesa dove era stata eretta la “margine” con la sua immagine. Diffusasi la notizia, vennero tante persone devote alla “margine” di Monsummano, anche dai paesi vicini. Venne allora costruito un tabernacolo intorno all’immagine sacra e ogni anno, il 9 giugno, per decisione della comunità locale la popolazione di Monsummano andava in processione alla Madonna del piano.
Era lunedì 10 giugno 1602 quando passò a cavallo davanti al tabernacolo Pietro Fanciullacci, fattore del Granduca di Toscana: vedendo un gruppo di persone raccolte in preghiera si mise a deriderle per la loro fede. Subito dopo fu colpito da improvvisa cecità. Si pentì allora della sua incredulità, tornò all’immagine della Madonna e cominciò a supplicarla: la madre di Dio gli restituì la vista. Iniziò per il Fanciullacci una vita di grande devozione a Maria, che espresse anche attraverso una operosa collaborazione per la costruzione del santuario.

L’ACQUA IMPROVVISA

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Quella del 1602 fu un’estate molto calda, non pioveva da mesi e la terra era asciutta. La mattina del 7 luglio, di fronte all’immagine della Madonna, si stava celebrando la Messa: all’improvviso sgorgò una sorgente d’acqua dal suolo, distante una ventina di metri dal tabernacolo con l’immagine di Maria. L’acqua era molto buona, fresca e chiara: il sacerdoti e i presenti ne bevvero subito e rapidamente si sparse la voce. È da questo avvenimento che l’immagine di Maria fu chiamata in seguito Madonna della fonte nuova. «Ancora oggi, a più di quattro secoli di distanza, l’acqua è molto richiesta anche da persone che provengono da molto lontano», continua il parroco. «Ormai non ci stupiamo più se persone provenienti dall’estero chiedono di poter visitare la cripta dove è situata la sorgente e l’antica vasca degli infermi».
La Basilica, oltre alle quattordici lunette del portico, è arricchita da opere d’arte d’interesse, come un crocifisso in avorio attribuito al Giambologna e l’affresco della Madonna del primo tabernacolo, del 1450, attribuito a Lo Scheggia (fratello di Masaccio). Nel soffitto, intagliato e ricoperto di lamina d’oro, ecco poi diversi dipinti: l’Annunciazione di Matteo Rosselli, l’Assunzione della Vergine di Gregorio Pagani e l’Incoronazione della Vergine di Donato Mascagni.
Il Santuario diocesano di Maria Santissima della Fontenova, in piazza Giusti, è stato elevato dal Santo padre a chiesa giubilare; in essa è possibile ottenere l’indulgenza prevista dalla Chiesa e indicata da papa Francesco come un dono di misericordia da ricevere per il perdono dei peccati e la remissione della pena, per ritrovare la gioia di una vita piena e serena.

IL MESSAGGIO DEL VESCOVO

L’apertura della Porta santa in questa Basilica è stato uno dei primi atti pubblici del vescovo di Pescia, Roberto Filippini. Prima di varcare la Porta della misericordia, il vescovo ha proposto una riflessione partendo proprio dai miracoli attribuiti a Maria santissima della fonte nuova. «Questi episodi significativi ci invitano a riflettere profondamente», ha affermato. «Oggi anche a noi viene chiesto di raccoglierci di nuovo, includendo anche i più lontani, di riaprire gli occhi sulla parola del Signore e, sanati da questa, rimetterci nuovamente in cammino».
Non è raro che siano i “lontani” ad accogliere le parole del Signore, prendendole in seria considerazione. «La tiepidezza del cuore e una fede mediocre, insipida, sono i nostri maggiori pericoli», ha concluso monsignor Filippini. «Bisogna tendere, con tutte le nostre possibilità, al massimo della nostra fede, della nostra testimonianza cristiana, confidando sempre nell’amore misericordioso del Signore».

MARIA DELLA FONTENOVA PATRONA DELLA DIOCESI

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Il 24 Agosto 1963 monsignor Ermenegildo Florit, allora arcivescovo di Firenze, inaugurò e benedisse la cripta del santuario con la piscina per l’immersione degli ammalati. Il 25 agosto dello stesso anno Maria santissima della Fontenova veniva proclamata patrona della diocesi di Pescia. Il 9 Giugno 1974, al termine delle celebrazioni del quarto centenario della manifestazione della Madonna della Fontenova, il santuario è stato elevato alla dignità di basilica minore.

ORGANIZZARE LA VISITA

Il santuario della Fontenova (piazza Giusti 38, Monsummano)si trova nel cuore della Toscana, 35 chilometri a ovest di Firenze e 25 a est di Lucca. In auto: da Firenze si percorre la A11 verso la costa toscana, in direzione Lucca-Pisa-Livorno e si esce al casello di Montecatini Terme. Dall’uscita autostradale, percorrendo appena 2 chilometri in direzione Monsummano, si raggiunge il santuario. Il paese è facilmente raggiungibile anche con le linee di autobus da Firenze e con il treno (informazioni: Pro loco Monsummano Terme, tel. 331/59.38.952).

ORARI
Il santuario è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30.
La sorgente è sempre aperta il giorno 7 di ogni mese e in tutti i festivi; su richiesta nei giorni feriali.
Orari Messe: feriale 18.30; prefestiva 18.30; festiva 8, 10, 11.15, 17.30 (inverno), 18.30 (estate).
Per saperne di più telefonare allo 0572/51.102 oppure scrivere a fontenova@teletu.it.

DA NON PERDERE NELLE VICINANZE

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A pochi chilometri dal santuario della Fontenova si può visitare un altro luogo molto interessante: la pieve di San Michele. Questa chiesa, situata a Montevettolini, conserva pregevoli dipinti tra cui una Madonna col bambino e santi proveniente dall’oratorio di San Francesco, opera della fine del XV secolo della scuola di Raffaellino del Garbo.
Ancora, fra le opere notevoli ricordiamo una Madonna con bambino e santi di Piero di Cosimo (1462-1521), un’Assunta dipinta da Santi di Tito (1536-1603), e un crocifisso in legno policromo del XIV secolo.
L’oratorio della Madonna della Neve, sempre a Montevettolini, conserva l’affresco con la Madonna col bambino e santi, opera di un maestro del XV secolo, attribuito alla scuola di Gentile da Fabriano.
La bellezza di questa Pieve, del suo oratorio, del luogo dove sorge e delle opere che custodisce, premiano ogni visitatore.

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