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giovedì 29 ottobre 2020
 

Termoli: cattedrale di San Basso. Un faro di luce rivolto verso l’Adriatico


Entrare nel borgo antico di Termoli, cuore pulsante di colori e profumi del mare, è un’esperienza di serenità avvolgente da consigliare a tutti. Il Giubileo della misericordia è anche pace dello spirito, attraverso il godimento della bellezza e dell’armonia. In questa terrazza naturale, che si affaccia sul mare Adriatico, si apre la stupenda cattedrale dedicata a Santa Maria della Purificazione, che ospita le reliquie del santo patrono, Basso. 
In pietra da taglio locale, la chiesa attuale risale al XII e XIII secolo ed è attribuita ad Alfano da Termoli, riprogettata su un edificio precedente, probabilmente dell’anno Mille. A sua volta questa chiesa fu edificata verso il sesto secolo sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Castore e Polluce. Le differenze di interventi sono evidenti nella facciata a salienti, che si divide in una parte bassa originaria e in un’altra segnata da un’elegante cornice. Spiccano varie figure, tra cui quella di san Basso e, nella lunetta, la raffigurazione della purificazione, che ben si addice al senso del Giubileo. 

CON CUORE APERTO

Il vescovo monsignor Gianfranco De Luca, che ci accoglie con il suo sorriso, guida la comunità diocesana di Termoli-Larino, naturalmente affacciata sul mare, ma caratterizzata anche da paesi nelle zone interne del Basso Molise, che hanno sofferto per lo svuotamento causato dai flussi migratori. «Il gesto di aprire la Porta santa», afferma monsignor De Luca, «esprime il desiderio e la determinazione della nostra Chiesa di aprire il proprio cuore, la propria vita, la propria azione al dono di Dio: Gesù crocifisso, volto della misericordia del Padre. Celebrare il Giubileo è cercare di capire il significato del Crocifisso che ci salva». «All’uomo religioso», aggiunge il vescovo, «il Crocifisso pare immondo, sconveniente, blasfemo. Anche adesso l’affamato e l’assetato, l’immigrato, il nudo, il malato, il carcerato, il depresso, il disorientato, l’incerto, sono sempre lui, il Crocifisso. C’è un mondo che ha bisogno di consolazione, di prossimità tenera e forte, di trasformare la vita ripiegata su di sé in una vita nuova capace di abbracciare il mondo».

TERRA DI EMIGRAZIONE

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Dunque, uno sguardo sempre proteso verso gli altri, non solo in questo anno speciale dedicato alla misericordia, ma per la stessa natura della terra termolese e molisana, che ha conosciuto il dramma dell’emigrazione. Basti pensare che, secondo calcoli approssimativi ma veritieri, se il Molise conta circa 300 mila abitanti, ce ne sono più di 900 mila sparsi tra i vari continenti. Anche per questo la religiosità popolare è fortemente avvertita come senso di appartenenza e, specialmente nei periodi estivi, si concentrano feste e tradizioni, che accolgono i tanti molisani che ritornano dall’Italia e dall’estero. 
Torniamo a visitare la cattedrale che, con l’apertura della Porta santa, permette di riflettere sul senso della testimonianza cristiana a chiunque, turisti compresi, si trovi a visitarne le bellezze. Entrando siamo accolti da un doppio impianto: la chiesa primitiva, sottostante alla struttura attuale, e quella superiore, in cui si evidenziano caratteristiche romanico-gotiche. Di tipo basilicale, colpisce per le sue tre navate con absidi che costringono a guardare verso l’alto per mezzo di un pavimento elevato. Lo spazio del presbiterio è molto vasto e alto rispetto all’area assembleare. L’interno, durante i secoli, ha subito vari cambiamenti. 
Di particolare interesse nella cattedrale la cripta, in cui si possono ammirare il sarcofago che conteneva le spoglie di san Basso e la teca in vetro e metallo, del 1929, che custodisce i resti del santo, esposta in venerazione ai fedeli nei giorni della solenne festività, il 3 e 4 agosto, quando si svolge la processione a mare con la statua del santo scortata dai pescherecci. 

COMUNITÀ ACCOGLIENTE

Nella cattedrale tutto è pace e tranquillità, anche se la vita diocesana è ricca di fermenti e di segni di speranza. «La nostra Chiesa locale», prosegue ancora il vescovo, «costituita in gran parte da piccole comunità, avverte il bisogno di un più efficace raccordo, di integrazione e di una sinergia pastorale». Sostenere, incrementare, sollecitare e accompagnare sono i verbi che caratterizzano tutte le iniziative diocesane messe in campo. 
Significativa è stata la celebrazione giubilare all’hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino e quella al supercarcere di Larino, dove il vescovo ha aperto simbolicamente la Porta santa.
Termoli è una città che ha imparato a conoscere da vicino la realtà della «migrazione forzata», come l’ha definita papa Francesco: dal 2011 l’adesione al progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) segue i migranti nella fase successiva all’identificazione e alla formalizzazione della domanda di richiesta d’asilo. Il progetto ha come scopo quello di favorire l’inserimento di queste persone nel contesto locale e di riportarle passo dopo passo verso la loro autonomia. 
Affiancato da un clero particolarmente attivo e da forti semi di testimonianza che germogliano costantemente, il vescovo cura molto la dimensione dell’accoglienza, facendo della diocesi un faro di luce rivolto verso l’Adriatico.

LA FESTA DI SAN BASSO

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La ricorrenza del santo patrono cade il 5 dicembre, ma in estate si replica una grande festa il 3 e 4 agosto. Il 3 agosto la statua del santo viene portata in processione in mare su un peschereccio sorteggiato due settimane prima e riccamente addobbato. Lo scortano le altre barche della flotta locale. Dal porto la processione prosegue poi per le vie di Termoli fino al borgo dei pescatori, dove rimane tutta la notte. Il 4 agosto la statua ritorna in cattedrale.

ORGANIZZARE LA VISITA

La cattedrale di San Basso, la cui dedicazione ufficiale è Santa Maria della Purificazione, si trova in centro a Termoli, in piazza Duomo. Oltre alle reliquie di san Basso, la cattedrale custodisce anche quelle di san Timoteo.

ORARI E CELEBRAZIONI
La cattedrale è aperta dalle 7.30 alle 11.50 e (orario estivo) dalle 16.30 alle 20.
In estate le Messe festive si celebrano alle 8.30, 10.30 e 18.30.
Messe feriali alle 18.30.
Informazioni: tel. 0875/70.80.25.

LE PORTE SANTE DEL MOLISE

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Sono nove le Porte sante nella regione Molise, aperte nelle quattro diocesi del territorio. Nella diocesi metropolitana di Campobasso-Boiano, le Porte sante si varcano nella cattedrale della Santissima Trinità, nell’antica cattedrale di San Bartolomeo a Boiano e nel santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (foto sopra), patrona della regione. Nella diocesi di Isernia-Venafro le Porte giubilari sono nella cattedrale di San Pietro apostolo a Isernia e, a Venafro, nella concattedrale dei Santi Nazario e Vittore con la cripta di San Casto, risalente all’ottavo secolo. Nella diocesi di Termoli-Larino si varca la Porta della misericordia nella cattedrale di Santa Maria della Purificazione, nota a Termoli anche come San Basso, oltre che nella concattedrale di San Pardo a Larino. Infine, nella diocesi di Trivento, le Porte sante sono state aperte nella cattedrale e nella basilica di San Nicandro e al santuario di Maria Santissima di Canneto a Roccavivara.

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