logo san paolo
domenica 24 marzo 2019
 

Vitamina D, non basta il sole. Serve l'aria aperta


Ho letto che, per l’assorbimento della vitamina D, basterebbero anche soli 10/15 minuti al giorno, esponendo al sole il viso e le mani. Ma, per questa pratica, è indispensabile trovarsi necessariamente all’aria aperta? L’effetto può essere lo stesso se ci si espone al sole dietro un vetro? Grazie

VITTORIO, MILANO

Gentile Vittorio, come lei giustamente fa notare, per tutti noi è davvero necessario l’apporto benefico dei raggi del sole, che hanno numerosi effetti positivi sul nostro organismo. L’esposizione solare necessaria per garantire livelli adeguati di vitamina D varia a seconda della latitudine, della stagione e dell’ora del giorno in cui ci si espone.

In generale, per una sua corretta produzione, bisognerebbe prendere sole per 15-20 minuti al giorno, per almeno quattro giorni alla settimana, scoprendo braccia, viso e gambe. La vitamina D viene sintetizzata attraverso la pelle sotto l’azione del sole, quando la lunghezza d’onda della radiazione è tale da avere una determinata intensità. Questo avviene principalmente d’estate, anche se occorre stare molto attenti a non scottarsi, utilizzando quindi tutte le opportune e adeguate protezioni.

Tra l’autunno e la primavera, invece, l’apporto garantito dal sole diminuisce, in quanto si riduce l’intensità della radiazione. Inoltre, tanto più ci si allontana dall’Equatore, tanto meno i raggi sono capaci di “aiutarci” a produrre questa vitamina. Purtroppo esistono fattori che limitano la quantità di vitamina D prodotta dalla pelle, come, ad esempio, l’età, le creme protettive, il fototipo, alcuni indumenti, l’inquinamento atmosferico e i vetri che “schermano” luce e calore. Infatti, come lei ha ben evidenziato, non è la stessa cosa esporsi dietro un vetro, perché quest’ultimo assorbe tutte le radiazioni Uvb: chi passa le giornate dietro a una fi nestra, non avrà alcun eff etto sulla sintesi di vitamina D.

Pubblicità
Edicola San Paolo